
Con la Legge di Bilancio 2026 arriva una novità rilevante per il settore dei servizi alla persona: acconciatori, estetisti e tatuatori non sono più tenuti all’iscrizione al RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.
La modifica normativa interviene direttamente sul Codice dell’Ambiente e segna un cambio di passo nella gestione degli adempimenti ambientali per le micro e piccole imprese.
Un perimetro più chiaro degli obblighi
La norma aggiorna l’articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006, ridefinendo i soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI ed escludendo espressamente le attività riconducibili al settore benessere.
Si tratta di una risposta concreta alle criticità segnalate negli ultimi anni dalle associazioni di categoria, che avevano evidenziato come l’introduzione di obblighi digitali complessi risultasse sproporzionata rispetto alla struttura organizzativa e ai quantitativi di rifiuti prodotti da queste attività.
Meno burocrazia per le piccole attività artigiane
L’esclusione dal RENTRI rappresenta un intervento di semplificazione di grande impatto pratico. Per migliaia di imprese di piccole dimensioni viene meno un adempimento che avrebbe comportato costi aggiuntivi legati all’iscrizione, alla gestione informatica, alla formazione del personale e al rischio di sanzioni.
L’obiettivo del legislatore è rendere il sistema di tracciabilità dei rifiuti più proporzionato, concentrando gli strumenti digitali avanzati sui settori con un maggiore impatto ambientale e riducendo gli oneri amministrativi per le attività artigiane di servizio alla persona.
Responsabilità ambientali confermate
L’esonero dall’iscrizione al RENTRI non equivale a un’esenzione dagli obblighi ambientali. Parrucchieri, estetisti e tatuatori restano pienamente responsabili della corretta gestione dei rifiuti prodotti nell’ambito della propria attività.
In particolare, continua a essere obbligatorio:
- affidare i rifiuti pericolosi (come aghi, lame monouso e materiali contaminati) a operatori autorizzati;
- conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo;
- garantire lo smaltimento con una periodicità almeno annuale.
La tracciabilità dei rifiuti rimane quindi assicurata attraverso procedure consolidate, già note e applicate dal settore.
Un risultato di equilibrio normativo
L’esclusione del settore benessere dal RENTRI rappresenta un esempio di normativa più equilibrata e aderente alla realtà produttiva.
Si tutela l’ambiente senza introdurre obblighi eccessivi per attività che operano su scala ridotta e con un impatto ambientale limitato, rafforzando al contempo il principio di proporzionalità e la sostenibilità degli adempimenti per le micro e piccole imprese.
